Le peculiarità del Greco di Bianco

CALABREAT · AGROALIMENTARITÀ

Le peculiarità del Greco di Bianco

Un passito prezioso dal giallo paglierino con riflessi ambrati: profumi di frutta, mandorla e bergamotto. Un sorso di Magna Grecia.

REGGIO CALABRIA · BIANCO E CASIGNANA · VINO PASSITO
“…esponili al sole… mettili all’ombra…” — un procedimento antichissimo che richiama ancora oggi la lavorazione del Greco di Bianco.

Il Greco di Bianco è un vino passito unico, resistito a secoli di storia. È figlio di una terra che gli antichi Greci chiamavano Enotria: la “Terra del Vino”.

Origini tra leggende e testimonianze

Le origini sono ricondotte alla colonizzazione greca della costa ionica calabrese (VII–VI sec. a.C.). Una leggenda racconta persino che il vino abbia dato forza ai soldati locresi nella battaglia sul fiume Sagra.

Zona di produzione e vitigno

Dove nasce
  • Territori di Bianco e Casignana (area grecanica, provincia di Reggio Calabria).
  • Vigneti assolati e ventilati da brezze marine.
  • Grappolo lungo e spargolo (può arrivare a ~60 cm), acini piccoli, buccia sottilissima.

Come nasce il Greco di Bianco

Le uve vengono raccolte a mano a metà settembre e stese al sole su graticci di canna per 8–10 giorni, fino a un calo minimo d’acqua del 35%. Seguono pigiatura e torchiatura; poi maturazione in botticelle di castagno e passaggio in acciaio.

Come berlo

È un ottimo vino da dessert: si beve freddo, da solo o con pasticceria secca, torte a base di mandorle o frutta fresca. Talvolta viene accostato anche a formaggi piccanti.

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