Sardella calabrese: il caviale dei poveri

CALABREAT · AGROALIMENTARITÀ

Sardella calabrese: il caviale dei poveri

Una conserva di mare, piccante e profumata, che racconta la Calabria jonica: tradizione, disciplina e usi in cucina.

CONSERVE · CROTONESI · PEPERONCINO · MARE

Quando si dice Calabria si pensa subito alla ’nduja. Ma esiste un altro tesoro, meno conosciuto eppure potentissimo: la sardella. Qualcuno la chiama “caviale dei poveri”: un nome che dice già tutto.

Origini: figlia della cultura romana

Le origini sono incerte: molti la considerano discendente del Garum, salsa romana a base di pesce e aromi, ma con tempi di preparazione oggi più brevi e ingredienti diversi.

Caratteristiche

Identità del prodotto
  • Conserva ittica tipica del crotonese (e anche cosentino).
  • Paese “madre” con De.Co.: Crucoli.
  • Tradizionalmente: neonate di sardine salate, peperoncino “topepo” e semi di finocchio selvatico.
Nota: la pesca di sardine/acchiughe neonate è vietata; oggi la versione commerciale spesso usa pesce ghiaccio. Per preparazioni domestiche: attenzione alla freschezza e all’origine del pesce.

La sardella in cucina

Nel crotonese si “conza” con olio EVO e spesso cipolla di Tropea: diventa una crema perfetta su bruschette, ma anche un condimento speciale per spaghetti, pizza, calzoni, focacce e perfino frittate.

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