L’apicoltura biologica della Calabria

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Una apis nulla apis.

Un’ape da sola non spiega cosa sia un’ape, ovvero osservare un’ape su un fiore o intenta a raccogliere acqua o resina da una gemma, catturarla e metterla sotto il microscopio, non ci serve in alcun modo a capire cosa è un’ape.

Le api sono “insieme” e non individui.
Fuori dalla comunità non possono vivere.

(Mario Rigoni Stern)

Le api sono esseri assolutamente speciali e gli apicoltori CalabrEat le conoscono bene. Ogni alveare funziona come un super-organismo, in cui ogni componente svolge un compito preciso e solo uno; non è in grado di svolgerne altri, ma l’estrema capacità di collaborare dei singoli rende ogni colonia autosufficiente, organizzata e funzionale.

La specializzazione è la forza di questi piccoli insetti che, grazie alla precisione e alla scrupolosità, sono diventati i migliori impollinatori del regno animale.


Apicoltura biologica

Le api sono le principali responsabili della conservazione della biodiversità della flora e della fauna, ed è anche merito loro se in Calabria sono così ben rappresentate. Nel corso dell’evoluzione, le api hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e si sono diffuse in tutto il mondo. Purtroppo, l’inquinamento e i cambiamenti ambientali degli ultimi decenni le stanno mettendo alla prova.

Una sensibile diminuzione delle api potrebbe mandare in crisi l’intero sistema di riproduzione della flora e, conseguentemente, minare le nostre fonti alimentari; avere cura della loro buona salute è dunque fondamentale, e per questo CalabrEat ha completamente sposato i principi dell’apicoltura biologica.


I segreti delle api CalabrEat

Apiculture Calabria

Gli apicoltori CalabrEat allevano le api grazie al sapere che hanno assorbito da generazioni di allevatori della Calabria e allo studio continuo. Non è facile per un non esperto intuire cosa si cela dentro le casette di legno in cui vivono le api.

In ogni arnia è presente un’unica famiglia, molto ben organizzata. Pensate che i ruoli siano semplicemente quelli di regina e operaie? Non è così, la struttura è molto più affascinante.
Fin dalla nascita l’ape ha un ruolo ben preciso che cambia con la crescita.


Apicoltura biologica

Le spazzine sono giovanissime, hanno al massimo tre giorni di vita e si occupano della pulizia dell’alveare.


Apicoltura biologica

Quando il nettare e il polline arrivano nell’arnia, le immagazzinatrici sono le api pronte a raccoglierlo e a sistemarlo nei favi.


Apicoltura biologica

Le api più adulte, che hanno compiuto 21 giorni di vita, sono finalmente pronte per uscire dalle arnie e raccogliere non solo il nettare, ma anche altre sostanze come l’acqua e il polline. Sono le api che ammiriamo svolazzare nella natura, le bottinatrici.

Apicoltura biologica

Dopo i tre giorni, le api diventano ceraiole; entrano in funzione delle speciali ghiandole, grazie alle quali producono la cera e possono costruire e riparare i favi.


Apicoltura biologica

Un alveare è esposto agli attacchi di altri animali e di api esterne, per questo le guardiane sono preposte a difenderlo.


Apicoltura biologica

Ogni alveare ha un’unica regina, la sola ape che ha organi genitali completi ed è in grado di riprodursi. Un buon alveare si costruisce selezionando bene la regina, che sarà la capostipite della nuova famiglia.

Apicoltura biologica

Perché la vita dell’alveare continui serena, bisogna occuparsi anche dell’eliminazione delle api morte; è questo il compito delle api becchine che hanno circa 12 giorni.


Apicoltura biologica

Un altro aspetto da tenere sotto controllo è la temperatura dei favi e le ventilatrici sbattendo continuamente le ali, fanno in modo che si mantenga stabile.


Apicoltura biologica

Ogni apicoltore ha un’arnia apposita dove le regine depongono le uova che vengono fecondate dai fuchi, i maschi dell’alveare. Qui, opportunamente nutrite, si trasformeranno in larve e poi in api.


Il processo che dà vita a una nuova famiglia è detto sciamatura.

“La sciamatura è un fenomeno naturale; è la vera riproduzione dell’organismo alveare. L’alveare, sciamando, crea un altro individuo della medesima specie, ossia crea un figlio.
Il periodo in cui l’alveare prepara la sciamatura, ovvero il tempo dedicato all’allevamento di celle reali a scopo di sciamatura, è da paragonarsi alla gravidanza di un mammifero; di conseguenza l’uscita di uno sciame va vista come un parto”.

(Michele Campero)


CalabrEat e la nostra cura delle api

La Calabria è la principale produttrice di miele in Italia, perché rappresenta per le api un habitat ideale, grazie alla vegetazione lussureggiante e incontaminata.
Gli apicoltori CalabrEat portano avanti una tradizione molto radicata e hanno deciso di farlo in modo moderno, avvalendosi di tutte le conoscenze che sono disponibili ai giorni nostri. Per questo hanno scelto il biologico, un processo decisamente più impegnativo, che però garantisce degli standard molto alti e, soprattutto, il rispetto della natura. Adottare l’apicoltura biologica significa dare un segnale forte per la buona salute dell’ambiente e proporre prodotti naturali, sani e ricchi di sapore. Allevare le api per i nostri produttori non è soltanto un lavoro, ma una missione che si realizza grazie alla passione e all’amore per la Calabria.

Sono diversi i punti da tenere presente per rispettare i dettami del biologico, a partire dagli alveari. Il legno utilizzato per le arnie non deve essere trattato da contaminanti chimici e certificato. Secondo le norme europee, inoltre, le arnie devono essere collocate a una distanza di almeno tre chilometri da colture non biologiche e da fonti inquinanti. Questa infatti è la distanza massima che un’ape riesce a coprire in volo, e non deve incontrare nel suo tragitto fiori contaminati.

Anche le api, come qualsiasi essere vivente, possono ammalarsi. Nell’apicoltura biologica solo determinate sostanze sono consentite per rimetterle in salute: acidi organici, oli essenziali, preparati di piante. Si tratta di prodotti non di sintesi, ma presenti in natura e che a loro volta devono provenire da agricoltura biologica. Come garanzia che tutto il processo venga rispettato, gli apicoltori biologici si sottopongono a controlli periodici che certificano il percorso virtuoso che hanno intrapreso.

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Il miele della Calabria

L’alveare è il formidabile produttore dell’oro delle api, il miele, apprezzato e utilizzato fin dall’antichità sia in cucina che nella medicina naturale.
Un alimento importantissimo che soddisfa il palato e che grazie alle sue proprietà terapeutiche contribuisce a mantenerci in buona salute. Naturalmente, questo avviene quando i criteri di produzione sono rigorosi e attenti.

L’apicoltura biologica garantisce che il miele provenga da un ambiente incontaminato e che venga realizzato senza l’aggiunta di conservanti o sostanze chimiche.
Le api producono il miele a partire dal nettare dei fiori. Lo raccolgono passando di fiore in fiore e lo depositano nei favi dell’alveare dove riposa fino alla maturazione, opportunamente ventilato.

Quando è trascorso il tempo necessario, l’apicoltore lo raccoglie tramite il processo di smielatura. Preleva i telai dalle arnie, apre i favi e versa il miele lì conservato nelle latte. In questa fase il miele è estremamente liquido e, perché raggiunga la consistenza ideale, non bisogna fare altro che lasciarlo riposare, senza affrettare i tempi, né aggiungere sostanze che ne altererebbero la struttura come lo zucchero. Dopo questo processo, il miele è pronto per essere travasato nei vasetti.

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CalabrEat propone 5 tipologie di miele, accuratamente selezionate tra quelle che meglio si prestano all’apicoltura biologica: acacia, eucalipto, agrumi, castagno e millefiori.

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